Quando acquistiamo una bottiglia di acqua naturale, pensiamo di fare una scelta semplice e salutare. Eppure, dietro l’etichetta che riporta la dicitura “acqua minerale naturale” o “acqua oligominerale”, si nascondono spesso sostanze che potrebbero sorprenderci. Non tutti i consumatori sanno che anche l’acqua commerciale può contenere additivi specifici, perfettamente legali ma non sempre chiaramente comunicati.
Gli additivi permessi nell’acqua: cosa dice la normativa
La legislazione europea e italiana permette l’aggiunta di alcune sostanze anche nelle acque minerali naturali, purché vengano rispettate precise condizioni. Tra questi additivi troviamo l’anidride carbonica per la gasatura, ma anche sostanze meno conosciute come i sali di argento per la conservazione o specifici composti per regolare il pH.
Il problema principale risiede nella comunicazione: molti produttori utilizzano terminologie tecniche o riportano queste informazioni in caratteri microscopici, rendendo difficile per il consumatore medio comprendere cosa stia realmente bevendo.
I conservanti invisibili: quando la purezza diventa relativa
Uno degli aspetti più controversi riguarda l’utilizzo di conservanti naturali che, pur essendo di origine non sintetica, modificano comunque la composizione originaria dell’acqua. Alcune aziende impiegano processi di sterilizzazione che comportano l’aggiunta temporanea di sostanze che dovrebbero essere eliminate prima dell’imbottigliamento, ma che potrebbero lasciare tracce residue.
Particolarmente delicata è la questione degli ioni argento, utilizzati per le loro proprietà antibatteriche. Sebbene presenti in quantità minime, la loro presenza continuativa nell’organismo desta alcune perplessità tra gli esperti di sicurezza alimentare.
Come riconoscere i segnali nascosti sull’etichetta
Imparare a decifrare le etichette dell’acqua richiede attenzione ai dettagli. Oltre alla classica tabella dei valori nutrizionali, bisogna cercare indicazioni come:
- “Trattata con raggi UV” – indica un processo di sterilizzazione che può comportare modifiche chimiche
- “pH regolato” – suggerisce l’aggiunta di sostanze per modificare l’acidità
- “Ozonizzata” – processo che può lasciare sottoprodotti di ossidazione
- “Arricchita con minerali” – indica l’aggiunta artificiale di sali
Il caso particolare delle acque “funzionali”
Un segmento in crescita riguarda le acque addizionate con vitamine, elettroliti o altre sostanze benefiche. Questi prodotti, pur rimanendo nella categoria “acqua”, contengono additivi significativi che ne modificano completamente il profilo nutrizionale. La trasparenza informativa diventa fondamentale per permettere scelte consapevoli.
I rischi per categorie sensibili di consumatori
Bambini piccoli, donne in gravidanza e persone con particolari patologie potrebbero essere più vulnerabili agli effetti di alcuni additivi. L’accumulo di sostanze come i composti dell’argento o i residui di ozonizzazione può risultare problematico per organismi più delicati o compromessi.
Gli esperti suggeriscono particolare cautela nella scelta dell’acqua per la preparazione di alimenti per neonati, dove anche minime quantità di additivi potrebbero influenzare l’equilibrio nutrizionale.
Alternative e strategie di acquisto consapevole
Per orientarsi nel mercato dell’acqua in bottiglia, è utile privilegiare produttori che adottano una politica di massima trasparenza, pubblicando online analisi dettagliate e processi produttivi. Molte aziende virtuose forniscono informazioni complete sui loro siti web, andando oltre i requisiti minimi di legge.
La rotazione tra diverse marche può inoltre ridurre l’esposizione prolungata a specifici additivi, mentre l’attenzione alle date di scadenza e alle condizioni di stoccaggio aiuta a minimizzare i rischi legati alla proliferazione batterica che potrebbe richiedere trattamenti aggiuntivi.
L’acqua del rubinetto, spesso sottovalutata, rappresenta un’alternativa controllata e monitorata costantemente dalle autorità sanitarie, con parametri di sicurezza spesso più stringenti rispetto a quelli richiesti per l’acqua in bottiglia. Sistemi di filtrazione domestica possono migliorarne ulteriormente la qualità, eliminando cloro e altri residui senza aggiungere sostanze estranee.
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