Cosa significa se sogni a colori o in bianco e nero, secondo la psicologia?

Preferisci i sogni a colori o in bianco e nero? Ecco cosa rivela sulla tua mente

Alzi la mano chi non si è mai svegliato chiedendosi perché quella notte ha sognato come se fosse in un film di Wes Anderson tutto colorato, mentre la sera prima sembrava di essere finiti in un classico di Fellini in bianco e nero. Spoiler alert: non sei pazzo, è tutto assolutamente normale e la scienza ha delle spiegazioni davvero interessanti su questo fenomeno.

Il mondo dei sogni è tipo quel cassetto di casa dove butti tutto quello che non sai dove mettere: esperienze, emozioni, ricordi mescolati insieme in modi che spesso sembrano usciti dalla mente di David Lynch. Ma quando si parla di colori nei sogni, beh, lì la faccenda si fa davvero intrigante.

La verità bomba: la TV in bianco e nero ha hackerato i cervelli di una generazione intera

Preparati a rimanere scioccato da questa scoperta. Le persone nate prima degli anni Sessanta tendono a sognare in bianco e nero molto più spesso rispetto ai millennial e alla Gen Z. Non è una coincidenza cosmica, è scienza pura documentata dalla ricerca di Eva Murzyn pubblicata su Dreaming nel 2008.

Il meccanismo è geniale nella sua semplicità: chi è cresciuto incollato alla televisione rigorosamente in bianco e nero ha letteralmente riprogrammato il proprio cervello a processare le immagini mentali seguendo quell’estetica vintage. È come se la nostra centrale operativa onirica avesse fatto il download dello stile visivo dell’epoca in cui siamo cresciuti.

Però attenzione, perché la storia non finisce qui. Studi più recenti hanno evidenziato che questa correlazione non è poi così ferrea come sembrava inizialmente. La memoria visiva e l’esperienza personale giocano un ruolo molto più complesso di quanto pensassimo, e ridurre tutto all’influenza televisiva sarebbe troppo semplicistico.

Il tuo cervello è un regista cinematografico 24 ore su 24

Durante il sonno REM il tuo cervello si trasforma in Martin Scorsese con un budget illimitato. La ricerca condotta da Giulio Siclari e Giulio Tononi e pubblicata su Nature Reviews Neuroscience nel 2017 ha rivelato che la vividezza dei sogni è strettamente collegata ai processi di memoria visiva e alle capacità immaginative individuali.

In pratica, mentre dormi la tua mente fruga nell’archivio personale di tutte le esperienze sensoriali accumulate e crea il film della notte. Se nella vita reale sei il tipo che nota ogni sfumatura di colore nell’ambiente circostante, molto probabilmente anche i tuoi sogni saranno un festival cromatico degno di un film Marvel.

Al contrario, se tendi a focalizzarti di più sugli aspetti emotivi o concettuali delle situazioni, potresti ritrovarti con sogni meno sgargianti dal punto di vista visivo, ma non per questo meno significativi o interessanti.

La memoria visiva: il Netflix personalizzato del tuo inconscio

Ecco una delle scoperte più affascinanti della neuroscienza moderna: il cervello non inventa dal nulla le immagini dei sogni. Le costruisce come un architetto esperto, combinando elementi già presenti nel tuo personale archivio di esperienze visive.

Se il tuo lavoro ti porta a maneggiare colori tutto il giorno – magari fai il graphic designer, il fiorista o semplicemente ami circondarti di oggetti colorati – è altamente probabile che anche i tuoi sogni riflettano questa ricchezza cromatica. Il cervello, sostanzialmente, fa il remix dello stile visivo della tua vita da sveglio.

Questo spiega anche perché alcune persone sviluppano una sorta di firma visiva onirica personale: certi toni, certe atmosfere che si ripetono costantemente nei loro sogni. È come se ogni cervello avesse il proprio filtro Instagram preferito che applica sistematicamente alle produzioni notturne.

L’effetto culturale: quando l’ambiente modella i tuoi sogni

Anche se i dati scientifici sono ancora limitati, alcune ricerche antropologiche suggeriscono che l’ambiente culturale possa influenzare non solo il contenuto simbolico dei sogni, ma anche le palette cromatiche che tendiamo a ricordare. Tuttavia, attenzione alle generalizzazioni: non esiste ancora una prova scientifica solida che confermi che chi vive al mare sogni automaticamente in azzurro e chi abita in montagna in verde.

La verità è che il cervello utilizza come materia prima tutto ciò che assorbe durante la vita cosciente, compresi i colori dell’ambiente circostante, ma la predominanza di certe tonalità nei sogni rimane un fenomeno prevalentemente soggettivo e legato alle esperienze personali piuttosto che geografiche.

Come hackerare i tuoi sogni per renderli più spettacolari

Ora che conosci i meccanismi dietro le quinte, puoi utilizzare queste informazioni per potenziare potenzialmente la qualità cinematografica dei tuoi sogni. La ricerca scientifica ha individuato alcuni approcci che sembrano funzionare davvero.

  • Fai il pieno di stimoli visivi durante il giorno: Esporre consapevolmente il cervello a colori interessanti e contrastanti può tradursi in sogni più vividi e dettagliati.
  • Pratica la visualizzazione pre-sonno: Dedicare alcuni minuti prima di addormentarti a immaginare scene colorate e dettagliate può preparare il terreno per sogni più ricchi visivamente.
  • Tieni un diario onirico: Annotare regolarmente i dettagli cromatici dei tuoi sogni non solo aumenta la consapevolezza, ma può paradossalmente migliorare la qualità visiva dei sogni futuri.

L’allenamento all’osservazione diurna rappresenta probabilmente la strategia più efficace: più sei attento ai dettagli visivi durante il giorno, maggiori sono le probabilità che questa sensibilità si rifletta anche nei tuoi sogni notturni.

Attenzione ai miti da sfatare

Prima che tu corra a fare il test della personalità basato sui colori dei sogni, fermiamoci un attimo. Non esistono evidenze scientifiche solide che permettano di dedurre tratti caratteriali specifici dalla sola modalità cromatica dei sogni. Questa correlazione, per quanto affascinante, è ancora nel regno delle ipotesi speculative.

La ricerca è in continua evoluzione e molti aspetti del mondo onirico rimangono ancora misteriosi. Quello che sappiamo con certezza è che il modo in cui sogniamo riflette una complessa interazione tra memoria, immaginazione, esperienze passate e sensibilità individuale. Non è un test diagnostico, ma sicuramente una finestra interessante sui meccanismi della nostra mente.

Il cervello notturno: molto più di un semplice screensaver

Una delle scoperte più rivoluzionarie della neuroscienza moderna è che i sogni non sono affatto gli scarti casuali dell’attività cerebrale notturna. Al contrario, rappresentano un processo fondamentale per la salute mentale, la consolidazione della memoria e l’elaborazione emotiva.

Durante la fase REM, quando i sogni sono più vividi e colorati, il cervello è impegnato in un lavoro intenso di riorganizzazione delle informazioni acquisite durante il giorno. È come se ogni notte si facesse una sessione di pulizia e archiviazione del disco rigido mentale, e i colori potrebbero essere uno dei modi in cui il cervello categorizza e processa le esperienze più significative.

I sogni in bianco e nero non sono inferiori o meno importanti: spesso rappresentano modalità diverse di elaborazione delle informazioni, magari più concentrate sui contenuti emotivi o simbolici piuttosto che sui dettagli sensoriali. Ogni stile onirico ha la sua funzione e il suo valore specifico.

La scienza dei sogni sta vivendo una vera e propria rivoluzione tecnologica. Con l’avvento di strumenti di neuroimaging sempre più sofisticati e dispositivi di monitoraggio del sonno che farebbero invidia alla NASA, i ricercatori stanno scoprendo dettagli sempre più precisi sui meccanismi che governano la nostra attività onirica.

Quello che è certo è che ogni volta che ti sveglierai ricordando un sogno particolarmente vivido o dalle tonalità sfumate, potrai guardarlo con consapevolezza diversa: non come un prodotto casuale della mente addormentata, ma come il risultato di un processo straordinario che il tuo cervello compie ogni notte per mantenerti in equilibrio ed elaborare la complessità della vita quotidiana.

La prossima volta che qualcuno ti chiederà se preferisci sognare a colori o in bianco e nero, saprai che la risposta dice molto di più sulla tua storia personale e sui meccanismi del tuo cervello di quanto potresti immaginare. E questa, ammettiamolo, è una consapevolezza decisamente più interessante di qualsiasi oroscopo.

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